LA DISPUTA
Dialogo e memoria nella tradizione cattolica in età moderna
Romano di Lombardia - Basilica di San Defendente Martire
14 settembre 2007 - 13 gennaio 2008
La Mostra iconografica “La DISPUTA. Dialogo e memoria nella tradizione cattolica in età moderna” viene allestita nella Basilica di San Defendente Martire in Romano di Lombardia al temine del quinto anno centenario di apertura al culto della stessa chiesa (1506).
Intorno al nucleo centrale delle opere presenti in Romano (Andrea Pozzo, Uriele Gatti, Filippo Comerio) si è elaborato un variegato progetto espositivo arricchito da opere di particolare pregio presenti nelle chiese della provincia di Bergamo.
Le opere che verranno esposte spaziano dal 1506, anno di apertura al culto della Basilica di San Defendente, al 1797, anno a cui risale l’ultima decorazione pittorica della stessa.
La ricerca iconografica è continuata con la consultazione delle collezioni di alcuni tra i più importanti Musei d’Italia, arricchendo l’esposizione con capolavori di artisti universalmente conosciuti (Dürer, Veronese, Tintoretto, Rembrandt, Luca Giordano, Andrea Pozzo).
La capillare diffusione di questo tema in tutta l’Europa Cristiana, è ulteriormente testimoniata dalle incisioni presenti in Bibbie, Messali, catechismi e testi di devozione, con le quali si sono potute ricostruire numerose derivazioni iconografiche stampa-dipinto.
In questo modo, iconografia, arte, spiritualità e catechesi, in un’osmosi di bellezza “senza tempo”, faranno rivivere l’incanto e lo stupore del Bimbo dodicenne che nel Tempio di Gerusalemme interroga e risponde agli anziani studiosi del Libro, sul quale si sono fondate le “radici cristiane d’Europa”.
Il percorso espositivo è articolato in dieci sezioni cronologico - tematiche che spaziano lungo trecento anni di storia, dal 1506 - data dell’apertura al culto della Basilica -, fino alla fine della Serenissima, nel 1797. Gli esiti e le testimonianze dell’intenso rapporto tra arte, fede e catechesi, particolarmente fecondo dopo il Concilio di Trento (1545-1563), consentono alla mostra di espandersi in tutti gli ambiti della produzione artistica: pittura, scultura, miniatura, lavorazione dei metalli, incisione, testi a stampa, in oltre cento opere di notevole ricchezza e altissima valenza iconografica.
Tali opere testimoniano il reciproco influsso tra i testi a stampa (catechismi, bibbie, messali, libri di devozioni) arricchiti da incisioni e i dipinti affidati ad artisti locali o “foresti” da laici e religiosi attenti al mutare dei gusti e delle devozioni nelle proprie comunità periferiche, ma sensibili agli scambi e alla trasmissione dei saperi e delle tecniche.
La mostra si articola in dieci sezioni.
Cappella della Dottrina Cristiana
La sezione illustra la Cappella della Dottrina e della Vita Cristiana edificata e conservata grazie all’omonima confraternita (restaurata in occasione della Mostra), che comprende l’unica raffigurazione in un dipinto a secco (600 x 300 cm) conservata in Italia della Disputa della Dottrina Cristiana (1642). Pregevoli sono le tele a corredo raffiguranti S. Caterina del pittore Giacomo Dolfi (Caprino 1613 - Bergamo ante 1697); S. Carlo e S. Barnaba di Filippo Comerio (Locate Varesino 1747 - Milano 1829) e i Santi Pietro e Paolo di un anonimo lombardo.
|
|
|
| |
|
| |
Curatore
Andrea Pilato
Comitato scientifico
Paolo Bellini
Pietro Biaggi
Giulio Orazio Bravi
Diego Brunello
Domizio Cattoi
Ezio Chini
Arabella Cifani
Alessandra Civai
Marco Collareta
Doretta Davanzo Poli
Paolo Goi
Angelo Loda
Natale Maffioli
Mario Marubbi
Franco Monetti
Silvia Muzzin
Giuseppe Sala
Tarcisio Tironi
Allestimento
Bruno Cassinelli
Grafica
Mirko Rossi
Segreteria Organizzativa
Benedetta Frosi
INFO
M.A.C.S. - Museo d’Arte e Cultura Sacra – v.lo Chiuso – Romano di Lombardia (BG)
Tel. 0363 902 507 –
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
|
|
Andrea Pozzo (Trento 1642 - Vienna 1709)
Nella sequenza espositiva della sezione spicca l’autoritratto giovanile su tela di Andrea Pozzo (restaurato per la mostra) conservato a Palazzo Pitti. Esso svela la personalità inquieta e provocatoria del celebre artista gesuita che ha saputo creare per Romano la grande lunetta con la Disputa di Gesù fra i dottori del Tempio (olio su tela 600 x 300 cm), cui sono avvicinati due dei tre bozzetti conosciuti (Museo d’Arte e Cultura Sacra, Romano di Lombardia; Collezione Lemme, Roma) e i due volumi del suo trattato Perspectiva pictorum et architectorum (Roma 1764). Il “trattato”, testo di riferimento obbligatorio per pittori ed architetti dell’intera Europa e costituisce una sorta di codificazione grafica di un metodo pratico per la conoscenza delle finzioni e dei capricci pittorici e prospettici spaziali che possono essere messi in atto nella realtà.
Dispute
La sezione comprende diverse tele tra le quali annoveriamo la celeberrima del Tintoretto (recentemente esposta al Prado di Madrid), riscoperta nel 1955 da Francesco Arcangeli; la tela di Domenico Fiasella (Sarzana 1589 - Genova 1669), celebre caravaggesco, le cui opere sono conservate al Louvre e al Ringling Museum of Art di Sarasota; quella tardo barocca dell’architetto e pittore piacentino Giovanni Paolo Panini (Piacenza 1691-1765 Roma); l’opera di Michelangelo Unteperger (Cavalese 1695 - Vienna 1758) che attinse dal Piazzetta la vivacità cromatica di gusto rococò; la tela di Giambettino Cignaroli (Salò 1750-1755), dallo stile lezioso e sdolcinato; il dipinto (restaurato per la mostra), di Antonio Cifrondi (Clusone 1656 - Brescia 1730) celebre per la rapidità dell’esecuzione e per l’eloquenza delle figure; la tela (restaurata per la mostra), di Alessandro Lanfranchi (Bergamo 1662 - Venezia 1730), di chiara derivazione veronesiana.
Madonna del Rosario
La sezione, che aiuta a visualizzare il tema iconografico della Disputa come quinto mistero gaudioso, denominato Gesù ritrovato nel Tempio tra i dottori, all’interno della serie dei quindici misteri della preghiera del rosario, espone tre splendide opere come esempio di tipologie iconografiche diverse:
- Madonna del Rosario con i quindici misteri posti a cornice dell’immagine della Vergine, è un’opera eseguita da Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio (Pomarance 1552 - Roma 1626), pittore di origini bergamasche, il cui stile monumentale e solenne ne decretò il successo a tal punto che Rubens scrisse di lui “... che è riputato de’ primi di Roma”;
- Madonna del Rosario con accanto un angelo vestito da diacono che sorregge uno stendardo con i quindici misteri, quadro nel quadro, è una tela di Luciano Borzone (Genova 1590 - 1645), raffinato rappresentante della scuola genovese del seicento;
- Madonna del Rosario secondo la tipologia della “Madonna dell’albero”, con la Vergine stante su di un tronco con i quindici misteri del Rosario posti entro tondi, quali fiori dell’albero, è una pregevole opera di Giacomo Cotta (Gorlago 1627 - Bergamo 1689), primo maestro del pittore Fra’ Galgario.
Misteri gaudiosi
La sezione comprende 23 opere tra le quali, oltre a una placchetta di avorio (proveniente dall’India e tipico esempio dell’arte delle colonie portoghesi) e una placchetta in bronzo della bottega di Matthaus Wallbaum (Norimberga, inizio del secolo XVII), si segnalano le tele di: Pietro Ricchi, detto il Lucchese (Lucca 1606 - Udine 1675), tormentato e multiforme pittore toscano; Gian Antonio Guardi (Vienna 1699 - Venezia 1760), tra i più squisiti interpreti del rococò europeo; Nicola Grassi (1682 - 1748), pittore carnico raffinato e delicato; Francesco Capella detto il Daggiù (Venezia 1711 - Bergamo 1784), cioè “colui che dipinge in fretta”, allievo del Piazzetta; Giuseppe Antonio Orelli (Locarno 1706 - 1776) e il figlio Vincenzo Angelo Orelli (Locarno 1751 - Bergamo 1813).
Madonna Addolorata
L’unica tela esposta (fine XVI – inizi XVII sec.), conservata a Romano, è uno dei rari dipinti presenti sul territorio italiano raffiguranti la Vergine Addolorata coi sette dolori espressi entro medaglioni alle sue spalle. La Disputa, denominata anche qui Gesù nel Tempio tra i dottori, corrisponde al terzo dolore.
Dolori della Vergine
La sezione comprende oltre ad un bozzetto in terracotta della bottega di Andrea Fantoni (Rovetta 1659-1734), per il dolore marmoreo del grandioso altare della Pietà nel transetto sinistro del Duomo di Bergamo; un dipinto di Vincenzo Angelo Orelli (Locarno 1751 - Bergamo 1813); una tempera su muro di Filippo Comerio (Locate Varesino 1747 - Milano 1829) conservata nella stessa chiesa di S. Defendente; due dipinti anonimi settecenteschi ed uno stendardo processionale dipinto.
Allegrezze di S. Giuseppe
I due dipinti esposti appartengono il primo, di Francesco Colombo (attivo nella seconda metà del Settecento), all’unico ciclo finora censito in Italia dedicato alle allegrezze di San Giuseppe, il secondo di anonimo (restaurato per la mostra), conservato nella stessa chiesa di S. Defendente, ad un ciclo settecentesco dedicato alla vita del santo.
Incisioni e stampe
La ricca esposizione, quasi mostra nella mostra, è il frutto di “una importante ricognizione nel campo delle incisioni” (Strinati), fatta da specialisti all’interno di alcune Biblioteche e raccolte private prevalentemente lombarde.
Questa ricerca ha permesso di leggere il tema iconografico della Disputa con esemplari coevi ai dipinti esposti, alcuni con evidenti dipendenze iconografiche dalle incisioni.
Si va da capolavori come la silografia di Albrecht Dürer (Norimberga 1471 – 1528) e le due acquaforti di Rembrandt Harmenszoon Van Rijn (Leida 1606 - Amsterdam 1669) all’incisione di Hieronimus Wierix (Anversa ca. 1553 – 1619), prototipo di diversi dipinti e sculture presenti in Lombardia, a incisioni di anonimi conservati in bibbie, messali, libri di devozione.
Catechismi
In una mostra sulla Dottrina Cristiana non potevano mancare i catechismi, presenti con edizioni dal cinquecento all’ottocento.
Si inizia con il grande Catechismo Tridentino o Ad parochos, cui seguono un’antologia di “piccoli” catechismi di s. Roberto Bellarmini e di altri autori, alcuni illustrati da pregevoli incisioni. Ad essi è stato avvicinato, per un utile confronto teologico e per una simile metodologia catechetica, basata sulla conoscenza mnemonica della dottrina cristiana, una pregevolissima raccolta cinquecentesca di catechismi delle chiese della Riforma, della Biblioteca Civica di Bergamo. |