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DIPINGERE SACRO SOTTO L'ULTIMA VENEZIA

Settecento di laguna e di terraferma occidentale

M.A.C.S. Museo d’Arte e Cultura Sacra
12 novembre 2006 – 7 gennaio 2007

 

L’esposizione è stata concepita in accompagnamento all’inaugurazione del Museo d’Arte e Cultura Sacra, una realtà che la comunità ecclesiale di Romano di Lombardia ha perseguito innanzitutto per la tutela del proprio cospicuo patrimonio di antichi arredi liturgici, ma ancora quale permanente stazione di sguardo sulla propria storia, nonché luogo di dinamica promozione culturale in senso lato e non riduttivamente rivolta all’interno delle civiche mura.

Data l’occasione, si doveva pensare a un tema attraente, a uno schieramento di opere che anteponesse la sorpresa all’esaustività, salvaguardando, beninteso, il rigore dell’approccio critico-filologico. Di fatto, l’antologia proposta è perlopiù improntata all’insegna del poco noto e dell’inedito; è incentrata su un’epoca generalmente volta all’esaltazione del colore, alla forma lieve, all’espansione spaziale e, nello stesso tempo, al recupero dell’intimità.

Fuori invece dal relativo condizionamento contingente, con la mostra si vuole introdurre al tenore della futura attività del Museo: attenzione alla preminente natura religiosa dei materiali da esso custoditi, ma simultanea apertura ai molteplici collegamenti storico-sociali e storico-creativi. Si vuole anticipare contenuti e modalità di un ciclo di esposizioni a cadenza annuale, che tocchi man mano i più svariati temi della sfera di competenza, attingendo anche al di fuori dei depositi dell’istituto. Anzi, sarà proprio il preminente apporto esterno a rendere possibile l’acclarante contestualizzazione del tesoro “di casa”, a sua volta sempre disponibile alla virtuosa rete dello scambio temporaneo.

 
 
 
 

Cura della mostra e del catalogo
Renzo Mangili

 

Periodo di apertura
12 novembre 2006 - 7 gennaio 2007.

 

Edizione del catalogo
Skira

 

INFO
M.A.C.S. - Museo d’Arte e Cultura Sacra – v.lo Chiuso – Romano di Lombardia (BG)
Tel. 0363 902 507 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Il florilegio di questa ouverture, nonostante l’asistematicità della selezione, copre un ventaglio di nomi e di date sufficiente a esemplificare l’articolazione degli stili della cultura pittorica veneta tra tardo Barocco, deflagrato Rococò e pieno Neoclassicismo. Per di più, poiché il punto di osservazione del fenomeno è eccentrico, decisamente confinario, la rassegna implica, in buona percentuale, la registrazione di contaminazioni linguistiche. La postazione coincide infatti con il territorio di Bergamo, che sotto l’aspetto della geografia fisica e del più ampio tracciato storico-politico è mediolombardo, ma che fu pure estremo lembo occidentale della Serenissima Repubblica per poco meno di quattrocento anni (prima di diventare parte costitutiva, proprio su premesse maturate nel secolo qui considerato, il Settecento, di una realtà denominata Regno Lombardo-Veneto).
Le opere esposte provengono da edifici di culto e da collezioni private. Quelle della sezione principale, “Dipingere sacro”, testimoniano tanto la devozione praticata coralmente e democraticamente, vale a dire da tutti gli stati sociali chiamati in chiesa dalla campana, quanto la devozione coltivata dai ceti egemoni tra pareti proprie (nell’oratorio, aperto anche sulla strada per l’eventuale accoglimento del popolo dipendente; all’inginocchiatoio individuale, accostato all’alcova; davanti all’altarino a scomparsa, nel salone da ricevimento). Le stesse possono anche rivelare quanto spesso il soggetto devozionale o biblico, alla pari col soggetto laico, sia puro pretesto all’espressione emotiva dell’artista o alla riconferma dello status del “collettore”. Mentre sarà bene ricordare che raramente la preghiera domestica del povero era accompagnata dalla bella pittura: a lui era normalmente concesso di proiettare la sua fede su immagini cartacee moltiplicate a stampa, tanto meglio se colorate, o su plastici simulacri di rozza fattura e vile materia.
Il tema che intesta la mostra è introdotto da una sezione intesa a restituire per flashes il contesto parallelo e spesso interattivo dell’arte profana, le immagini della medesima società che ha espresso autori e originari fruitori del sacro. Dunque, suggestioni riferite ai luoghi e alla civiltà veneta del Settecento: una veduta dell’incomparabile capitale sull’acqua, con il suo viavai di figurine e natanti e le sue chiese; una veduta del più lontano borgo di Terraferma (Romano di Lombardia), rappresentata, guarda caso, in simultaneità con un evento creato dalla fede, un miracolo che salva la comunità da un’incursione guerresca; raffigurazioni di nobili e borghesi e plebei, di religiosi e artisti; una puntuale testimonianza di vita in casa, davanti al focolare; un paesaggio che accorpa il bello della natura e dell’artificio antropico a una topografia armonica ipotizzata dalla cultura (la quale è sogno e ragione insieme); scampoli d’Arcadia, di storia e del mito; allegorie ed exempla virtutis. Simile “quadreria d’ingresso”, proporzionalmente pingue, va accolta come complementare anche sotto il profilo dei nomi e delle tendenze stilistiche. L’inserimento di un capo già celebre come quello del Pitocchetto, oltre a costituire unità importante di nomenclatura, vale a esemplificare i vertici delle categorie espressive e tematiche.
Il limite del Settecento intestatario, nel prevalente caso di autori vissuti a cavallo tra secoli contigui, viene qua e là travalicato. Con opere, del resto, che riaffermano l’improbabilità della cesura cronologico-culturale netta.

 

Percorso Espositivo

 

Quadreria d’ingresso: suggestioni di luoghi, società, cultura

1. Maestro delle vedute Langmatt, Il Canal Grande, collezione privata.
2. Simonini Francesco (?), San Defendente ferma le truppe di Eugenio di Savoia, Romano, Museo.
3. Orelli Giuseppe Antonio, Ritratto di gentiluomo allo scrittoio, collezione privata.
4. Orelli Giuseppe Antonio, Ritratto di gentildonna con perle, collezione privata.
5. Raggi Giovanni, Ritratto di poeta, collezione privata.
6. Cifrondi Antonio, Ragazza alla spinetta, collezione privata.
7.Cifrondi Antonio, Autoritratto allo specchio convesso, collezione privata.
8. Bonomini Paolo Maria, Popolana come Estate, collezione privata.
9. Bonomini Paolo Maria, Ritratto del prevosto Andrea Viscardi, Bergamo, Santa Grata inter Vites.
10. Orelli Vincenzo Angelo, Ritratto della monaca Rivola, Bergamo, Monastero Matris Domini.
11. Ceruti Giacomo il Pitocchetto, Donne e bambina davanti al focolare, collezione privata.
12. Ferrario Federico, Putto con ramo fogliato, collezione privata.
13. Cimaroli Giovanni Battista, Paesaggio con acqua e figurine, collezione privata.
14. Polazzo Francesco, Satiro musicante e ninfa, collezione privata.
15. Picenardi Mauro, Sacrificio di Polissena, collezione privata.
16. Damini Vincenzo, Annibale a Falerno, collezione privata.
17. Ricci Sebastiano, Morte di Sofonisba, collezione privata.
18. Comerio Filippo, Orfeo scopre Euridice morta, collezione privata.
19. Bonomini Vincenzo, Allegoria dell’Estate, collezione privata.

 

Dipingere sacro: per la devozione o l’edificazione privata, per il tempio

20. Bellucci Antonio, I santi Antonio di Padova, Grata, Alessandro, Fermo e Rustico, collezione privata.
21. Fra Galgario, Madonna ammantata, collezione privata.
22. Cifrondi Antonio, Balaam percuote l’asina, collezione privata.
23. Ricci Sebastiano, Tentazione di Gesù nel deserto, collezione privata.
24. Ricci Sebastiano, Estasi di santa Teresa, collezione privata.
25. Ricci Sebastiano, Gesù affronta la burrasca, collezione privata
26. Ricci Sebastiano, Tentazione di due eremiti, collezione privata
27. Balestra Antonio, Riposo di Davide, collezione privata.
28. Grassi Nicola, Resurrezione di Cristo, Riva di Solto, chiesa parrocchiale.
29. Grassi Nicola, Disputa di Gesù tra i dottori, Riva di Solto, chiesa parrocchiale.
30. Monti Francesco, L’Eterno e santi, collezione privata.
31. Diziani Gaspare, San Gerolamo in eremitaggio, collezione privata.
32. Diziani Gaspare, Sposalizio mistico di santa Caterina, collezione privata.
33. Guardi Antonio, Madonna col Bambino, Pavia, Museo Civico.
34. Bottega Guardi, Resurrezione di Gesù, collezione privata.
35. Bonomini Paolo Maria, San Pellegrino Laziosi, Bergamo, chiesa di Santa Grata inter Vites.
36. Orelli Giuseppe Antonio, Ascensione di Gesù, Bergamo, chiesa di San Bartolomeo.
37. Orelli Giuseppe Antonio, Madonna col Bambino e san Luigi Gonzaga, collezione privata.
38. Fontebasso Francesco, Gesù tentato dal demonio, collezione privata.
39. Capella Francesco, Santa Eurosia, collezione privata.
40. Capella Francesco, La Vergine e san Bernardino intercedono per le anime purganti, Romano di Lombardia, chiesa parrocchiale.
41. Picenardi Mauro, Annunciazione, Romano di Lombardia, chiesa parrocchiale.
42. Picenardi Mauro, Sogno di san Giuseppe, Romano di Lombardia, chiesa parrocchiale.
43. Picenardi Mauro, San Biagio, Romano di Lombardia, chiesa parrocchiale.
44. Comerio Filippo, L’Addolorata invocata da un’inferma, Romano di Lombardia, Museo d’Arte e Cultura Sacra.
45. Comerio Filippo, Dio Padre in maestà, Vimercate, chiesa parrocchiale.
46. Orelli Vincenzo Angelo, Madonna del Rosario con san Domenico e santa Caterina da Siena, Romano di Lombardia, Museo d’Arte e Cultura Sacra.
47. Querena Lattanzio, Madonna col Bambino, collezione privata.

 

 

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